Giovedì 05 Febbraio 2009 14:00
Terapia genica su topi SMA con a-SMN
Nel 2006 uno studio tutto italiano, condotto dal prof. Giorgio Battaglia dell'Istituto Neurologico "C. Besta" di Milano, in collaborazione con il dott. Enrico Garattini dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri", ha consentito l’individuazione di una nuova proteina fino ad allora sconosciuta. Di tutto ciò abbiamo già parlato ampiamente in un articolo e in un approfondimento.
Per riassumere sinteticamente si ricorda che la nuova proteina, chiamata a-SMN, o SMN assonale, è dotata della proprietà di far crescere gli assoni dei motoneuroni, ossia i prolungamenti tramite i quali le cellule nervose del midollo spinale riescono a far funzionare i nostri muscoli. La scoperta di questa nuova proteina ha indotto il gruppo diretto da Giorgio Battaglia ad ipotizzare che la mancanza o la riduzione di a-SMN nella SMA "metta in crisi" i motoneuroni che non riescono più a mantenere funzionali i propri assoni, e che questo a sua volta determini la progressiva sofferenza della muscolatura periferica.
Sabato 11 Ottobre 2008 01:00
Il fattore modificatore Plastina3
Sul numero del 25 aprile 2008 della rivista SCIENCE, la Dott.ssa Brunhilde Wirth ed il suo gruppo di ricerca dell'Istituto di Genetica Umana di Colonia (Germania), hanno presentato l'identificazione del primo gene modificatore in grado di proteggere gli individui dallo sviluppo dell'Atrofia Muscolare Spinale (SMA). Questi individui sono totalmente asintomatici nonostante abbiano delezioni in omozigosi nel gene SMN1, tipica mutazione che causa la SMA. Nonostante che i pazienti della maggior parte delle famiglie SMA presentino caratteristiche cliniche simili, queste sono famiglie rare in cui fratelli con alleli SMN1 e SMN2 identici, mostrano quadri clinici completamente differenti: malati a fronte di totalmente asintomatici. Questa differenza ha suggerito la presenza di fattori di modificazione indipendenti, capaci di proteggere dallo sviluppo della SMA.
Giovedì 02 Ottobre 2008 01:00
Giovedì 11 Ottobre 2007 01:00
Nuova proteina per la SMA
Uno studio tutto italiano, condotto presso la Fondazione ICRRS Istituto Neurologico Besta di Milano, in collaborazione con l’Istituto Mario Negri, ha portato alla scoperta dell’SMN assonale (battezzata a-SMN), proteina mai descritta prima, in grado forse di spiegare il meccanismo d’azione dell’amiotrofia spinale (SMA), non ancora del tutto chiarito. Cerchiamo ora di approfondire adeguatamente tale notizia, conversando con i due cortesi ricercatori autori della scoperta, Giorgio Battaglia per l’Istituto Besta ed Enrico Garattini per il Mario Negri. Ma in che cosa consiste innanzitutto la scoperta? «Abbiamo identificato una nuova proteina - spiega Garattini - che abbiamo chiamato a-SMN o axonal-SMN, prodotta appunto dal gene responsabile della SMA. Essa si localizza in maniera relativamente specifica a livello degli assoni del motoneurone ed è in grado di attivare la crescita degli stessi. Potrebbe rappresentare l’anello mancante in grado di spiegare la genesi della SMA». «Infatti - aggiunge Battaglia - da più di dieci anni i ricercatori si chiedono come mai nella SMA muoiano selettivamente i motoneuroni. La nostra ipotesi di lavoro è che muoiano perché sono carenti di a-SMN e per questo essi non riescono a mantenere i loro assoni e a innervare adeguatamente le cellule muscolari in periferia».
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