La ricerca contro la SMA

Sabato 20 Marzo 2010 16:14

Salvaguardare le giunzioni neuromuscolari

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Ricercatori dell'Università di Ottawa e dell’Ottawa Hospital Research Institute (OHRI) hanno individuato un nuovo percorso biologico che potrebbe rivelarsi utile per lo sviluppo di futuri trattamenti per l'atrofia muscolare spinale (SMA).
La maggior parte dei possibili trattamenti per questa malattia si concentra sull’incremento della produzione della proteina chiamata SMN. Tuttavia, il trattamento sperimentale dei ricercatori di Ottawa ha un approccio completamente diverso, quello che - dicono i ricercatori - potrebbe fornire un’aggiunta o alternativa all’incremento dei livelli della proteina SMN. Rashmi Kothary dell'Università di Ottawa ha coordinato il gruppo di ricerca, che ha pubblicato le sue conclusioni il 16 febbraio 2010 sulla rivista online Human Molecular Genetics.
Kothary e colleghi in precedenti ricerche hanno già dimostrato che, oltre alla perdita dei motoneuroni, anche anomalie delle cosiddette giunzioni neuromuscolari - i punti di incontro di nervi e fibre muscolari - sono una caratteristica della SMA e contribuiscono a determinare i sintomi della malattia. Hanno deciso quindi di vedere se potevano migliorare la salute delle giunzioni neuromuscolari, indipendentemente dai livelli di proteina SMN.
In primo luogo hanno dimostrato che la scarsità di SMN porta ad un aumento dell’attivazione di una proteina chiamata RHOA, seguita da un incremento nell’attivazione della proteina chiamata ROCK e dalla perdita di stabili e mature giunzioni neuromuscolari. Hanno poi scoperto che, dopo aver somministrato a topi SMA un composto che blocca l'attività della proteina ROCK, i topi avevano giunzioni neuromuscolari in condizioni migliori e fibre muscolari più grandi rispetto ai loro omologhi non trattati; inoltre i topi trattati sono sopravvissuti molto più a lungo e con migliori capacità motorie rispetto ai roditori non trattati.
I topi di questi esperimenti hanno circa il 15 per cento del livello normale della proteina SMN e in genere muoiono entro un mese dalla nascita. I topi trattati con un composto chiamato Y27632, che blocca la proteina ROCK, sono sopravvissuti per almeno tre mesi dopo la nascita, con punte anche di otto mesi. Inoltre, sono stati in grado di muoversi nelle loro gabbie molto più facilmente rispetto ai topi non trattati. Tuttavia, quando i ricercatori hanno cercato di curare i topi con una malattia che imita la forma più grave di SMA umana, perché in possesso di minime quantità di proteina SMN, hanno riscontrato che il composto Y27632 non è stato di alcun aiuto.
Questi topi normalmente non vivono più di una settimana, portando i ricercatori ad ipotizzare che l’attività del composto Y27632 non era sufficiente per avere un effetto positivo sulle giunzioni neuromuscolari.
"Il presente lavoro prevede un nuovo approccio terapeutico per il trattamento di questa devastante malattia", hanno detto i ricercatori. Essi fanno notare che l'effetto benefico del Y27632 sui loro topi SMA non è dovuto a un recupero della proteina SMN ma a un "salvataggio biologico”, bypassando del tutto il difetto SMN. Sottolineano altresì che il loro lavoro dimostra come i diversi livelli di gravità della SMA, che corrispondono a diversi gradi di deficit SMN, possano richiedere trattamenti diversi o combinazioni di trattamenti. "Infatti," dicono, "è più probabile che per la SMA, l’approccio terapeutico unico non sarà sostenibile".

(fonte: sito web MDA)
 
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ULTIMO AGGIORNAMENTO: 25 luglio 2010

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